| PMI nel turismo, un’opportunità per lo sviluppo | | Stampa | |
| Mercoledì 01 Febbraio 2012 |
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Asshotel-Confesercenti considera invece la piccola e media impresa ricettiva l’asse portante del sistema turistico italiano e una tipologia estremamente strategica per lo sviluppo nazionale di questo settore, competitiva sul mercato e con un ruolo di primaria importanza anche a livello europeo. L’offerta alberghiera dell’Italia turistica, per Asshotel, non è affatto una anomalia e la presenza diffusa degli alberghi in tutto il paese è anzi una sua peculiarità storica, tradizionalmente molto apprezzata dalla domanda, perché permette di sperimentare lo stile di vita italiano e di “vivere” la cultura dei luoghi. “Il turismo rappresenta una delle leve fondamentali di sviluppo e di rilancio economico del nostro Paese: è centrale, in questo senso, favorire gli investimenti e le agevolazioni fiscali in questo settore, per offrire una prospettiva di fiducia ad un comparto sensibile come questo. Il vero aspetto critico per la PMI alberghiera non è il fattore dimensionale, quanto l’isolamento strategico ed organizzativo in cui questa impresa opera. Le difficoltà nelle nuove condizioni di competizione, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale, riguardano la combinazione tra impresa e condizioni del contesto più generale” – ha affermato Filippo Donati, Presidente Assohotel-Confesercenti. “In Italia fare vacanza è difficile a causa dei problemi dell’accessibilità, della mobilità e dei servizi carenti. Tutti aspetti che annullano i punti di forza dell’offerta del paese, tra cui lo stile di vita e il patrimonio culturale”. Ecco perché “c’è necessità – ha concluso Donati – di un maggior sostegno alle Pmi del settore, del prolungamento della stagionalità e di un’IVA che scenda ai livelli degli altri competitor internazionali”. Invece le ricerche sulle piccole e medie imprese turistiche alberghiere sono scarse perché gli studi su questo settore sono dominati dalle analisi sulle grandi imprese che spesso giungono alla conclusione che la frammentazione dell’offerta alberghiera italiana, unita alla parcellizzazione, alla diffusa obsolescenza delle struttura e alla scarsa penetrazione delle catene, sia alla base della criticità del sistema. A ciò va ad aggiungersi la considerazione che la bassa competitività è da attribuire alla ridotta dimensione degli alberghi (in questo senso, per esempio vanno il Rapporto Ambrosetti 2008 e il World Economic Forum Rapporto 2008). L’interpretazione corrente sembra, dunque, vedere nella dimensione familiare il problema, se non l’origine, non solo del mancato ammodernamento del sistema turistico italiano, ma anche dell’insensibilità delle piccole e medie imprese alla qualità certificata. Tra i pregiudizi vi è anche l’idea che i mercati internazionali esigano solo standard internazionali, propri delle catene alberghiere. Molti esperti considerano, poi, la grande dimensione l’unica in grado di stare sul mercato. Da qui conseguono, tra l’altro, una formazione e profili professionali iperspecializzati a misura di grande impresa; indicazioni accademiche che suggeriscono ai piccoli di imitare i grandi; normative che non distinguono gli alberghi di 30 camere dagli altri e impongono loro adeguamenti previsti per strutture oltre le 100 camere; sistemi di classificazione non a misura delle piccole dimensioni. Si sono creati luoghi comuni intorno all’evoluzione del sistema ricettivo del nostro paese e appare ormai chiaro che il tema della ridotta dimensione media degli alberghi e la conduzione familiare, spesso citati come dati strutturali negativi del sistema di ospitalità italiano, deve essere superato perché anche altri Paesi hanno situazioni simili o addirittura un’offerta ancora più frazionata e ciò è dovuto a ragioni di evoluzione storica del settore. La forza turistica dell’Italia risiede nell’unicità e nell’autenticità dell’offerta alberghiera caratterizzata dalle conduzioni familiari. Luoghi comuni, analisi superficiali che vanno sfatate una volta per tutte, soprattutto se si vuole risalire la china delle classifiche mondiali del turismo dove una volta l’Italia primeggiava. Il progetto di Asshotel nazionale si muove verso questa direzione di rilancio della presenza delle Pmi nel settore e a tal proposito ha raccolto il lavoro promosso e svolto da Assoturismo Emilia Romagna in questi ultimi due anni che ha visto la realizzazione di una ricerca su questi temi e la sua pubblicazione in due volumi curati dal Prof. Dall’Ara e dai suoi collaboratori. |



In Italia si è da tempo consolidata una corrente di pensiero che attribuisce ingiustamente alle piccole e medie imprese turistiche, ed in particolare agli alberghi di piccola dimensione, gran parte delle responsabilità dei problemi e della debolezza del sistema turistico nazionale.